Le origini del progetto a Ripalta
L’idea per gli alberi della pace sorse in un piccolo campo sulla collina di Ripalta, ai margini dell’azienda agricola di Karl Hoffmann. Circa 3000 metri quadrati di terreno, troppo piccoli e troppo remoti per rendere agevole la coltivazione con i grandi macchinari agricoli odierni, ma troppo grandi per essere abbandonati. Da lassù si gode di una vista magnifica: la chiesa di fronte, sull’uliveto centenario, da dove lo sguardo sulla valle si estende fino al mare, che nelle tante giornate di sole delinea l’orizzonte con un blu intenso.
Le sfide dell’olivicoltura a Cartoceto
L’unico utilizzo sensato: un nuovo uliveto. E questo nonostante il fatto che un numero sempre maggiore di alberi nella zona venga lasciato a se stesso, perché i proprietari stanno diventando troppo anziani e i loro discendenti hanno poco interesse per un lavoro faticoso e poco redditizio. Dal punto di vista economico, il reimpianto – che ha i suoi costi – a Cartoceto non ha più senso. La coltivazione dell’olivo si sta meccanizzando sempre di più in molti paesi, cosa che non è possibile nel terreno collinare della produzione DOP di Cartoceto; inoltre, l’eccellente qualità dell’olio rende la sua produzione molto costosa.
C’è carenza di giovani lavoratori per la cura degli alberi e la raccolta. A questo si aggiungono i cambiamenti climatici, i raccolti falliti, la siccità e la crescente infestazione della mosca dell’olivo. Senza un beneficio economico, il nuovo oliveto doveva offrire almeno un significato ideale. Le recenti e tristi notizie provenienti dal Medio Oriente hanno contribuito a questo proposito: il Medio Oriente, dove la guerra infuria da anni.
Il contesto internazionale: gli ulivi in Medio Oriente
Abbiamo ricevuto notizie di attacchi da parte di coloni e soldati israeliani quasi quotidianamente contro gli agricoltori palestinesi. A due terzi degli agricoltori è stato impedito, nell’autunno scorso, di raccogliere le proprie olive. Lo scorso ottobre, 200 ettari di oliveti con oltre 3000 piante sono stati distrutti da soldati israeliani vicino a Betlemme, a quanto pare per motivi di sicurezza. Vengono sradicati dal terreno con i bulldozer o avvelenati con sostanze chimiche. Fa parte della strategia di un lento spostamento della popolazione indigena.
Il valore sacro e sociale dell’olivo
Per la popolazione palestinese la mancata raccolta delle olive significa rinunciare a una risorsa importante di cibo e, allo stesso tempo, subire un’umiliazione del proprio stile di vita e della propria fede. Per i musulmani l’ulivo è sacro, è considerato il pilastro del mondo; è l’albero dei poveri e simboleggia la perseveranza e la resistenza. Anche durante la guerra di Gaza, gli ulivi non hanno avuto scampo. In pratica tutti gli alberi – circa un milione – sono stati abbattuti dalla pioggia di bombe provenienti da Israele. Gli abitanti, che vivono in tende, devono accontentarsi di olio di girasole importato a carissimo prezzo, perché non ci sono più frantoi oleari in funzione.
La nascita di “Trees for Peace”
Questo ha riempito di orrore tutti noi che coltiviamo e ci prendiamo cura degli ulivi per produrre olio di valore, spesso in piccole quantità che sono molto apprezzate ma non forniscono più un sostentamento agli agricoltori. Mantenere o addirittura ripiantare gli uliveti nel meraviglioso paesaggio collinare della regione Marche richiede impegno e idealismo. Così è nata l’idea di dedicare i nuovi alberi alla pace.
La scelta della varietà Raggiola
Nel nuovo uliveto verrà piantata una varietà speciale: la Raggiola, originaria di Cartoceto da molti secoli. Diventa grande ed è molto produttiva; ha la polpa soda, di solito rimane di un colore verde scuro e produce un olio eccellente. È l’ideale per l’olio DOP locale, l’unico della regione a detenere questo marchio di qualità europeo.
Poi, un colpo di fortuna: il consorzio DOP, che monitora la produzione dell’olio di qualità e rappresenta i suoi produttori, ha ricevuto alcune centinaia di piante provenienti da un esperimento della facoltà di Agraria dell’Università di Ancona. Gli scienziati erano riusciti a ricreare la varietà originale di Raggiola di Cartoceto, che era già ampiamente diffusa secoli fa e che rendeva l’olio d’oliva di Cartoceto particolarmente prezioso. Questi nuovi alberi ora sono simboli della tradizione e della continuità dell’ulivicoltura di Cartoceto, ma anche un simbolo della pace che gli agricoltori stanno promuovendo con le loro nuove piantagioni.
Sviluppi futuri e partecipazione
Le piante saranno “Trees for Peace”, ovvero “Alberi per la Pace”. Porteranno dei distintivi e gli uliveti saranno contrassegnati da cartelli con la scritta “Uliveti della Pace” e il simbolo di una colomba disegnata con foglie d’ulivo. Gli uliveti della pace potranno essere luoghi in cui le persone si riuniscono per difendere la pace e opporsi alla guerra. Da qui, l’idea dovrebbe diffondersi ovunque crescano gli ulivi, per creare una comunità che onori l’albero come simbolo universale.
Sostegno e partnership
Per gli uliveti della pace si potranno cercare padrini o sponsor che contribuiscano con donazioni volontarie alla piantumazione dei nuovi alberi. Sono attualmente a disposizione altri 190 giovani ulivi per chi vuole aderire all’iniziativa. Le foto degli uliveti e l’elenco dei sostenitori saranno pubblicati online.
Il consorzio DOP sostiene l’iniziativa e ne diventerà ufficialmente partner al momento del suo lancio, per crescere a tal punto da poter diventare un’organizzazione senza scopo di lucro capace di diffondere l’idea di comunità (sulla scia dell’esempio dell’azione Big Bench). Cartoceto potrebbe così avere un altro soprannome: “Città dell’Olio e della Pace”.
Eventi e sensibilizzazione
L’iniziativa sarà inoltre accompagnata da aggiornamenti sullo stato degli alberi, ma anche da notizie sugli ulivi nelle varie culture, sul loro ruolo nelle zone di guerra e sulle possibilità di sostenere gli ulivicoltori nei paesi in crisi. Nei nuovi “Uliveti della Pace” si potranno svolgere eventi spontanei, piccoli raduni, concerti, picnic per escursionisti e amanti della natura, dove Cartoceto, il suo olio DOP e l’impegno per la pace saranno al centro dell’interesse pubblico.
© Karl Hoffmann 2026
Progetto Oliv-Get
Valorizzazione delle risorse genetiche dell’olivo e introduzione di nuove tecniche a basso impatto ambientale nell’areale della DOP di Cartoceto.

PSR Marche 2014/2020 – Misura 16.1 – Sostegno per la costituzione e la gestione dei gruppi operativi del PEI in materia di produttività e sostenibilità dell’agricoltura
SINTESI DELLA PROPOSTA PROGETTUALE
Abstract in italiano
Finalità del progetto Oliv-get è l’empowerment della produzione olivicola della collina marchingiana attraverso azioni pilota clibrate nell’areale di Cartoceto DOP. L’obiettivo sarà perseguito attraverso l’introduzione di innovazioni focalizzate sull’aumento della resa, sulla qualità della produzione e sulla sostenibilità ecologica ed economica. Il progetto promuoverà la propagazione certificata della cultivar Raggiola. La cultivar è alla base della produzione DOP ed, in quanto germoplasma localmente selezionato, è particolarmente adattata alle condizioni ambientali specifiche; tuttavia nessun materiale genetico certificato è attualmente disponibile per questa cultivar. Partendo da piantine di alta qualità, il progetto supporterà impianti razionali suggerendo soluzioni a più alta densità. Le innovazioni tecniche saranno applicate nella gestione di impianti sia nuovi e che tradizionali e degli alberi monumentali. Strumenti di rilevamento dedicati e georeferenziati saranno forniti agli agricoltori come supporto alle decisioni. Il controllo di patogeni e parassiti, l’irrigazione, la nutrizione e l’epoca di raccolta saranno tutti calibrati di conseguenza, riducendo così l’impatto economico e ambientale della cultura e massimizzando la tempestività e l’efficacia dell’intervento.
Il supporto tecnologico nella definizione dell’epoca di raccolta aumenterà la qualità dell’olio, rafforzando così il valore della DOP. L’analisi della qualità dell’olio sarà inoltre adottata come indicatore di punti deboli nella catena di produzione, stabilendo così un approccio ricorsivo positivo. Il progetto si concentrerà inoltre sulla formazione tecnica di professionisti che garantiranno la persistenza e la promozione delle innovazioni proposte e rappresenterà la nuova generazione di tecnici necessari per il ricambio generazionale.
The technological support in harvest time definition will increase oil quality thus strengthening the value of the DOP. Oil quality analysis will also be adopted as indicator for weak points in the production chain thus setting a positive recursive approach. The project will also focus on the technical training of professionals that will ensure the persisting and the promotion of the innovations proposed, and will represent the new generation of technicians needed for generational turnover.
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PARTNER
Capofila:
CONSORZIO DI TUTELA E VALORIZZAZIONE DELL’OLIO EXTRAVERGINE D’OLIVA CARTOCETO
www.oliocartocetodop.it
Punto di riferimento e d’innovazione per numerose aziende del territorio, il Consorzio, capofila del progetto, opera per mantenere gli standard produttivi e di promozione e per stimolare lo spirito imprenditoriale dei propri soci.
Comuni:
COMUNE DI CARTOCETO
www.comune.cartoceto.pu.it
L’amministrazione comunale di Cartoceto da anni supporta le attività di divulgazione ed animazione connesse alla produzione di olio DOP. In particolare contribuisce alla promozione sul territorio dell’olivo e dell’olio locale con un approccio culturale.
COMUNE DI VALLEFOGLIA
www.comune.vallefoglia.pu.it
Il comune di Vallefoglia vede sul proprio territorio numerose aziende potenzialmente interessate ad un ampliamento dell’aerale della DOP.
Università, scuole ed enti di ricerca:
DIPARTIMENTO DI SCIENZE AGRARIE ALIMENTARI ED AMBIENTALI DELL’UNIVERSITÀ POLITECNICA DELLE MARCHE (D3A)
Il Dipartimento possiede una pluriennale esperienza nella gestione delle problematiche connesse all’arboricoltura ed all’olivicoltura in particolare, focalizzandosi sull’ottimizzazione delle pratiche vivaistiche di numerose specie arboree.
CENTRO DI RICERCA E SERVIZIO SMART FARMING” (SFARM)
Il Centro nasce per rispondere alla crescente importanza che l’acquisizione e l’elaborazione automatizzata di dati ottenuti attraverso strumenti propri della Geomatica, della ICT e della Robotica stanno assumendo in ambito agricolo e forestale, sia nella ricerca sia nello sviluppo di applicazioni.
AGRONICA GROUP SRL
www.agronica.it
Agronica è una realtà di eccellenza nello sviluppo di soluzioni software per il comparto agroalimentare. La sua missione è quella di produrre e trasferire soluzioni specifiche con dedizione esclusiva al settore.
ISTITUTO DI ISTRUZIONE SUPERIORE “A. CECCHI”
www.iiscecchi.edu.it
L’Istituto offre formazione ad un bacino molto ampio di studenti coniugando la trasmissione di competenze con una numerosa serie di attività in campo presso le strutture della scuola e numerose aziende del territorio. L’indirizzo “Agraria, Agroalimentare, Agroindustria” è finalizzato all’acquisizione, per il settore agrario integrato, di un complesso di competenze.
Aziende agricole partner:
“FRANTOIO DELLA ROCCA” DI BELTRAMI & C. S.N.C.
www.gastronomiabeltrami.com
Socia del consorzio, l’azienda fonda la sua attività sulla produzione e valorizzazione di una produzione di elevata qualità, sostenibile ed in un rapporto di armonia virtuosa con l’ambiente circostante.
AZIENDA AGRARIA DELL’ISTITUTO AGRARIO “A. CECCHI”
www.iiscecchi.edu.it
All’interno del Parco Naturale San Bartolo, su una superficie agricola di circa 25 ettari, l’Azienda agraria costituisce per i diplomandi Periti Agrari e Agrotecnici, il più ampio “laboratorio didattico” dell’Istituto.
SOC. AGR. “IL CONVENTINO DI MONTECICCARDO” SAS DI MARCANTONI MATTIA
www.conventinomonteciccardo.bio
La tenuta si estende per un’area di 60 ettari di cui 15 coltivati ad uliveti. L’azienda produce vino e soprattutto olio di altissima qualità, commercializzati come eccellenza su scala internazionale.
SOCIETÀ AGRICOLA “LUVIA” DI PERUGINI LORENA & C. S.S.
L’azienda, pur non essendo consorziata, appartiene all’areale interessato e possiede già oliveti tradizionali in piena produzione, cui si aggiungerà il campo pilota gestito con tecniche razionali.
SOC. AGRICOLA “LACRIMA VERDE” S.S.
www.lacrimaverde.it
Questa giovane realtà aziendale, si sviluppa su oltre venti ettari di collina arborata. Negli ultimi due anni l’azienda ha impiantato oltre 5 ettari diRaggiola con l’obiettivo di produrre in futuro un olio monovarietale.
Altri partner:
INVESTMENTS & SERVICES S.R.L.
Soggetto accreditato dalla Regione Marche per elaborare piani d’azione per il miglioramento economico delle aziende, per il sostegno delle tematiche ambientali e dello sviluppo rurale.
ACCORDO AGROAMBIENTALE D’AREA PER LA TUTELA DELLE ACQUE
Gli Accordi Agroambientali d’Area hanno lo scopo di coinvolgere ed aggregare intorno alla tutela delle acque dall’inquinamento determinato dall’attività agricola, un insieme di soggetti pubblici e privati nell’ambito di un progetto territoriale condiviso.
PRESS KIT
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